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“Valutazione degli Interventi Assistiti con gli Animali in bambini con cerebrolesione”

Pubblichiamo con grande orgoglio ed entusiasmo un abstract della tesi di una nostra collega psicologa, la dottoressa Giada Ruggiero. Giada si è laureata discutendo la sua tesi dal titolo “Valutazione degli Interventi Assistiti con gli Animali in bambini con cerebrolesione”, monitorando il lavoro svolto su 3 pazienti coinvolti nel progetto “PICCOLI AMICI A QUATTRO ZAMPE”, un progetto di Terapia assistita con gli animali realizzato da UAM in collaborazione con il Comune di Torino presso il “Centro Puzzle”:

INTRODUZIONE

L’obiettivo della mia tesi è stato quello di monitorare l’evoluzione e i progressi di un intervento assistito con gli animali su un gruppo selezionato di bambini con cerebro lesione inseriti presso il “Centro Puzzle”.

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OBIETTIVO-METODI E STRUMENTI

Questo studio si è posto l’obiettivo di monitorare l’evoluzione e gli eventuali progressi di una terapia assistita con gli animali. L’assenza in letteratura di strumenti di valutazione validi ha suggerito la necessità di costruire una griglia di osservazione per raggiungere questo obiettivo. La particolarità del lavoro è stato l’utilizzo di un campione esterno al progetto per la compilazione, in modo da ridurre i bias delle risposte, di giudizi che non corrispondano all’evidenza e che portino ad un errore di valutazione o mancanza di oggettività.

Il trattamento ha avuto una durata di 6 mesi con cadenza quindicinale, con un totale di 12 sedute a bambino, e ha coinvolto 3 bambini di età compresa tra i 13 e i 16 anni, e gli operatori e i cani dell’associazione UAM- Umanimalmente.

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CAMPIONE

Il bambino 1 con sindrome di Lesch- Nyan presenta un grave deficit comunicativo ed interllettivo ed un grave disturbo della condotta di tipo oppositivo-aggressivo. La relazione con l’animale mira al supporto della relazione e al potenziamento della funzione attentiva, e al controllo comportamentale.

La paziente 2 con tumore intramidollare presenta un grave deficit motorio. Ppresenta un atteggiamento rinunciatario di fronte alle difficolà, frustrazione e bassa autostima. La terapia con l’animale ha l’obiettivo di aumentare situazioni di socializzazione, accrescere l’autostima e promuovere il rilassamento.

Il paziente 3 con paralisi cerebrale infantile presenta un ritardo cognitivo medio con disturbo della condotta di tipo oppositivo-aggressivo. La relazione con il cane mira al raggiungimento di un controllo comportamentale.

COSTRUZIONE STRUMENTO

Sulla base degli obiettivi definiti per ciascun paziente, è stata creata una griglia di osservazione. Si è scelto di utilizzare la scala Likert come tecnica di misurazione per rilevare con quale frequenza i pazienti eseguono una certa azione. In questo senso, il compilatore è chiamato ad esprimere il suo giudizio su ciascuna affermazione scegliendo tra 5 risposte (mai, raramente, qualche volta, spesso sempre). Questi item sono stati suddivisi in 5 variabili che valutano l’aspetto relazionale cioè come i bambini si relazionano al setting, agli operatori e al cane e se sono in grado di instaurare una relazione basata su fiducia e complicità, e l’aspetto comportamentale per valutare se è stato raggiunto uno stato di benessere generale e di rilassatezza psicofisica tramite il controllo dell’aggresssività e il miglioramento delle capacità attentive.

Una volta costruita la scheda, si è chiesto a 18 persone esterne al progetto di compilarla dopo aver visionato le riprese delle sedute in 3 momenti diversi: T1 (inizio), T2 (metà), T3 (fine). Il campione valutativo è stato differenziato per fascia d’età (20-40, 40-60, over 60). Per ognuno dei 3 sottogruppi sono stati scelti 6 soggetti: due psicologi, uomo e donna, due non psicologi uomo e donna, e due persone iscritti all’associazione Uam- Umanimalmente. I dati, così raccolti, non sono mirati a valutare l’efficacia del trattamento, ma piuttosto se un osservatore esterno nota dei miglioramenti nell’interazione paziente cane nel corso del tempo.

RACCOLTA DATI

La raccolta dei dati è stata fatta sia in termini qualitativi (conteggio delle risposte) che quantitativi (con ANOVA) per ciascun ambito trattato.

RISULTATI

SALUTO-FINALE-ALBI-1Dai risultati emerge un quadro piuttosto eterogeneo, probabilmente a causa della diversità del quadro clinico dei pazienti.
La relazione positiva instaurata con il cane, ha permesso di ottenere miglioramenti significativi in ambito relazionale. La paziente 2 sembra aver potenziato le capacità di supporto della relazione e aumentato l’autostima . Al termine del trattamento, infatti, risulta aver raggiunto un elevato grado di compliance con gli operatori e si mostra più sicura di se nelle attività. I pazienti 1 e 3 ottengono miglioramenti significativi instaurando con gli operatori una relazione di fiducia che gli ha permesso di svolgere le attività in un clima di serenità e di gioco. [Il paziente 3 registra un lieve peggioramento in T3 sia in questa, che in tutte le aree indagate, probabilmente a causa della complessità de quadro clinico e di fattori esterni che possono aver compromesso la concentrazione del bambino durante le attività. Ciò non ha permesso di consolidare i progressi acquisiti, causando invece un regresso.]

In ambito comportamentale, notiamo un miglioramento generale dei pazienti. Nonostante ciò non sia statisticamente significativo in 1 e 3, sembra essere indice di un’evoluzione, che si rivela in una probabile riduzione degli agiti provocatori-oppositivi. Il miglioramento della paziente 2, importante in termini statistici, potrebbe essere attribuito al livello di attenzione, poiché la paziente non presentava problemi comportamentali all’inizio del trattamento.

Nel complesso questi dati sembrano provare l’utilità di questo trattamento come elemento complementare all’intervento riabilitativo classico nei soggetti in età evolutiva, offrendo un’occasione di svago e gioco a bambini che hanno la giornata scandita da molteplici attività terapeutiche. Lavorare con l’animale ha permesso di sperimentare un nuovo setting terapeutico basato sulla relazione di fiducia e gioco con il cane e gli operatori, sul rispetto di regole e turni.

CONCLUSIONE

In conclusione, in accordo con l’obiettivo del presente studio, la costruzione dello strumento di valutazione ha permesso di monitorare l’evoluzione e i progressi dei pazienti durante le TAA.

SVILUPPI FUTURI

Ci si prospetta in studi futuri di approfondire lo studio di questo strumento, lasciando aperte le porte a nuove indagini sugli interventi assistiti con gli animali.

Dott.ssa Giada Ruggiero

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