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Uomini e animali: una famiglia speciale!

Il 15 maggio celebriamo la giornata internazionale della famiglia, una istituzione preziosa in tutte le culture del mondo. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la proclamò solo nel 1994 anche se, soprattutto per noi italiani, la “famiglia” è stata sempre una priorità nelle nostre vite.
Nel corso dei secoli le famiglie hanno avuto caratteristiche diverse: sono state numerose, patriarcali, ricche o molto povere, di mare o contadine e sempre abbiamo condiviso spazi e cibo per il nostro benessere e per la loro crescita.
Oggi, negli anni 2000, le condizioni di vita, la cultura e la sensibilità delle persone sono mutate ancora: le campagne si sono spopolate e le città si sono riempite, le famiglie sono meno numerose, talvolta costituite da una sola persona e molto più isolate dalle altre. Un elemento caratteristico ed innovativo che caratterizza la famiglia del XXI secolo è il rapporto con gli animali. Animali che condividono con noi tutto, spazi e tempo, e con cui reciprocamente scambiamo sostegno, affetto, educazione e protezione.

Cani, gatti, pesci, conigli, uccelli si sono integrati nella vita delle persone spesso subendo le modifiche imposte alle loro abitudini per adattarsi ai nostri stili di vita, talvolta beneficiandone.
Tutti abbiamo sperimentato il benessere che deriva dal sedersi sul divano con un gatto sulle gambe o dal passeggiare o giocare con il nostro cane magari allegro ed infaticabile, o dal perdersi ad osservare il moto rilassante dei pesci nell’acquario… qualunque sia il nostro animale, con 4 zampe, con le ali o con le pinne, soddisfa il nostro bisogno di affetto e d’amore.
Gli offriamo cibo e protezione ed in cambio ci fa compagnia, impegna il nostro tempo libero in modo sano e naturale.

 

Ci distrae dai problemi della vita regalandoci serenità e allegria, permettendoci di essere noi stessi, senza maschere e senza timore di esporci. A volte ci fa anche arrabbiare, ma anche questo può essere costruttivo: un’occasione di riflessione e di indagine per approfondirne la conoscenza e la consapevolezza che si tratta di soggetti diversi da noi con bisogni e con un modo di comunicare caratteristici della loro specie.
Ci sono poi famiglie in cui gli animali occupano lo spazio dei figli. In questo caso riconoscergli la loro biodiversità e rispettarla è educativo e fonte di crescita personale.

Abbiamo oggi importanti testimonianze di come si sia evoluto il rapporto uomo-animale nella nostra società: i dati Eurispes 2018, ci hanno portato alla consapevolezza che 1/3 degli italiani convivono con un animale (cani e gatti soprattutto).

 

Dormiamo con loro e gli dedichiamo buona parte del nostro tempo libero rinunciando anche ad uscire o ad una vacanza per non lasciarli soli; alcuni proprietari hanno richiesto ed ottenuto un “permesso retribuito” dal datore di lavoro per occuparsi dell’animale malato (sostenuto dal regolamento del codice penale poichè la mancanza di cure verso il proprio animale sarebbe ascrivibile ed integrabile al maltrattamento di animale).

Insomma gli animali nelle nostre case sono ormai veri e propri membri della famiglia e dalla Proposta di legge n. 86 del 23.03.2018 dell’ On. Brambilla probabilmente presto potremo iscriverli, se regolarmente registrati all’anagrafe degli animali d’affezione, nella famiglia anagrafica sul documento di “Stato della famiglia”: stiamo scrivendo le pagine della “nuova famiglia italiana” costituita da genitori, figli e animali.

 

 

 


Chi ha scritto questo articolo.

Deborah Catalano Medico Veterinario esperto in Interventi Assistiti con gli Animali, Responsabile di Attività, Coadiutore del cane, del gatto, del coniglio, dell’asino e del cavallo in IAA, Formatore in Interventi Assistiti con gli animali, Educatore cinofilo CSEN/FICSS

 

 

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