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Pet Therapy nel mondo

La Top 3 dei progetti più curiosi ed affascinanti!

Gli IAA “Interventi Assistiti con Animali”, comunemente conosciuti con il termine Pet Therapy, sono riconosciuti in Italia come una vera e propria professione, realizzata da professionisti formati in questo ambito e regolamentata dalle Linee Guida Nazionali e dalle specifiche normative regionali. Le specie animali che possono essere convolte nei progetti sul nostro territorio sono cinque: cane, gatto, coniglio, asino e cavallo.

Gli ambiti di applicazione sono numerosi: da quelli terapeutici per specifiche patologie fisiche o mentali, a quelli educativi per il sostegno ed il potenziamento delle risorse di persone in condizione di disagio e di difficoltà, fino alle attività ludico ricreative per favorire il benessere attraverso lo svago ed il rilassamento.

Per strutturare un percorso educativo o terapeutico con gli animali è fondamentale una progettazione dedicata. Per questo motivo è importante che il responsabile del progetto sia aggiornato sugli interventi già realizzati in letteratura nello stesso ambito attraverso lo studio della bibliografia presente che descrive le esperienze svolte evidenziandone successi e criticità. Diversi motori di ricerca propongono articoli pubblicati su riviste scientifiche di settore, materiale che sta, fortunatamente, aumentando di anno in anno.

In questa sezione vi proponiamo una rassegna di progetti curiosi in IAA “più curiosi” dal mondo. Quali progetti svolgono i nostri colleghi internazionali? Quali animali coinvolgono? Quali successi hanno ottenuto? Una bibliografia scientifica particolare ed affascinante che ci auguriamo costituisca materiale utile per sviluppare nuovi progetti ed occasione di crescita professionale. Ricordate: la formazione continua è un diritto e un dovere ed un professionista ben preparato è il cuore di un progetto ben riuscito!

Progetto 1
Animal-Assisted Therapy with children suffering from insecure attachment due to abuse and neglect: a method to lower the risk of intergenerational transmission of abuse?
Nancy Parish-Plass, Clinical Child Psychology and Psychiatry, 2008

Si tratta di un’esperienza di Terapia Assistita con gli Animali (TAA) israeliana pubblicata nel 2008 sulla rivista Clinical Child Psychology and Psychiatry, molto interessante poiché svolta con la presenza simultanea di numerosi animali diversi tra loro: 1 cane, 2 pappagallini, 3 ratti, 2 criceti. Protagonisti del progetto insieme agli animali sono 8 bambini di età compresa dai 5 ai 13 anni, con trascorso di abuso o di abbandono ospiti in una struttura terapeutica riabilitativa.
La psicologa referente del progetto porta nel setting terapeutico in ogni seduta, oltre ai diversi giochi comuni dei bambini, tutti gli animali ed i loro accessori (guinzaglio, ciotola, cibo, giochi…). I bambini scelgono con quale/i animale/i interagire: questa situazione sociale fa emergere i temi su cui lavorare nella dinamica terapeutica. Il ruolo della terapeuta è fondamentale nel comprendere e gestire i comportamenti e le emozioni dei bambini.
I risultati riportano: un miglioramento dell’autostima, della consapevolezza delle emozioni, della capacità di empatizzare e lo sviluppo di comportamenti adattativi più consapevoli.
È una testimonianza utile, fonte di spunti e riflessioni interessanti per i professionisti in IAA. Leggi tutto il progetto e ricorda: un professionista ben preparato è il cuore di un progetto ben riuscito!

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Progetto 2
Thai Elephant-Assisted Therapy Programme in Children with Down Syndrome
Nuntanee Satiansukpong, Maethisa Pongsaksri & Daranee Sasat
, Occupational Therapy International, 2016

Questo secondo studio è un progetto di ricerca realizzato in Thailandia con gli elefanti, animali considerati sacri, amati e rispettati tanto da rappresentare il simbolo della nazione.
Vengono svolti 16 incontri di Terapia Assistita con gli Animali (TAA) rivolti a 16 bambini affetti da Sindrome di Down con gli obiettivi di migliorare l’equilibrio, il controllo posturale, la coordinazione oculo-motoria.
A 8 bambini vengono proposte diverse attività con gli animali: preparare il cibo e nutrirli, pulire l’area di lavoro e cavalcarli, mentre gli altri 8 bambini partecipano come gruppo di controllo. I risultati riportano un miglioramento nelle performance legate alle attività con gli animali e quindi un miglioramento della coordinazione oculo-motoria, della motivazione e dell’attenzione.
Un progetto davvero particolare per noi italiani che ci racconta come in ogni paese gli animali possano essere fonte di benessere per gli esseri umani.
Leggi tutto il progetto e ricorda: un professionista ben preparato è il cuore di un progetto ben riuscito!

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Progetto 3

The effects of interacting with fish in aquariums on human health and well-being: A systematic review.
Heather Clements, Stephanie Valentin, Nicholas Jenkins, Jean Rankin, PLoS ONE, 2019

È una ricerca inglese che ha analizzato 19 progetti realizzati dal 1984 al 2017 in diverse parti del mondo per valutare i benefici nella relazione tra gli uomini e i pesci. L’idea nasce dalla riflessione che non tutte le persone possano avere una relazione positiva con gli animali comunemente coinvolti negli IAA (cani, gatti, cavalli…): un acquario con i pesci ben gestito può essere sempre disponibile, per sessioni prolungate, senza la necessità di numerosi operatori coinvolti, con costi contenuti e senza rischi per la salute degli utenti e degli animali.
Sono stati analizzate 3 modalità di relazione uomo-pesce proposti a campioni sani e a campioni clinici di diverse età: gestione casalinga dell’acquario in qualità di animali da compagnia, osservazione di un acquario sul posto di lavoro e osservazione di fotografie di pesci e contatto con pesci in acquari pubblici.
L’obiettivo della ricerca è stato esplorare i benefici psicologici e fisiologici dell’interazione uomo-pesce.
I risultati sull’analisi di ansia/rilassamento, frequenza cardiaca/pressione sanguigna e miglioramento dell’umore sono stati diversi: in pazienti in attesa di visita medica non sono stati riscontrati miglioramenti mentre ci sono stati ottimi risultati su studenti in attesa di parlare in pubblico e su persone in visita agli acquari soprattutto in seguito al contatto fisico con le razze nelle vasche; positivo anche l’incremento nutrizionale e della massa corporea in pazienti con demenza e lo studio sul controllo del livello glicemico in adolescenti con diabete mellito di tipo 1.
Risultati molto interessanti che andrebbero approfonditi e che ci offrono un ampio panorama di prospettive sulla relazione uomo-animale.
Leggi l’articolo completo e ricorda: un professionista ben preparato è il cuore di un progetto ben riuscito!

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Chi ha scritto questo articolo.

Deborah Catalano Medico Veterinario esperto in Interventi Assistiti con gli Animali, Responsabile di Attività, Coadiutore del cane, del gatto, del coniglio, dell’asino e del cavallo in IAA, Formatore in Interventi Assistiti con gli animali, Educatore cinofilo CSEN/FICSS

 

 

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