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Io + Te Fa Noi: Andiamo a caccia di emozioni!

Perchè un Laboratorio Creativo di Educazione Socio-Affettiva?

Tutti sappiamo che il ricovero in ospedale per un bambino può essere un momento davvero difficile: persone sconosciute, macchinari misteriosi, suoni, odori, esami, medicine…
Tutti sappiamo anche che l’ospedalizzazione è strettamente collegata a una condizione di malattia e che la malattia genera una gamma di emozioni e sentimenti che vanno dalla paura dell’ignoto, alla rabbia, alla tristezza, all’incredulità e al disorientamento.
Ma il momento del ricovero non è il solo a scatenare stress, dolore, vissuti emotivi intensi, occorre infatti non dimenticare che anche il momento del rientro a casa, quando il bambino è considerato “fuori terapia”, può portare dietro e dentro di sé una scia di stati emotivi a volte nascosti e pronti a uscire in momenti e contesti diversi.

Spesso, purtroppo, “fuori terapia” non significa “fuori dal problema”.

È proprio in questo momento della vita dei bambini e delle loro famiglie che si inserisce il Progetto di Pet Therapy “Io + Te fa Noi: Andiamo a caccia di Emozioni!”, proposto dall’Associazione UAM – Umanimalmente, in collaborazione con UGI – Unione Genitori Italiani (Sezione Ivrea e Aosta) e AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma ONLUS (Sezione valle d’Aosta).

Un Progetto di Pet Therapy rivolto ai bambini oncologici “fuori terapia”: com’è nata l’idea?

Pet Therapy in Valle d'Aosta - corsi e eventi di Pet Therapy in Valle d'AostaL’idea è nata da due Medici Pediatri dell’Ospedale di Ivrea, la Dott.ssa Lucia Calafiore[1] e il Dott. Affif Barbara[2], che si sono resi conto di quanto sia delicato il periodo di reinserimento nella società del bambino (e della sua famiglia) che ha vissuto l’ospedalizzazione a causa di una patologia oncologica e che dopo essersi sottoposto a esami e terapie impegnative e spesso invasive (sia dal punto di vista fisico che psicologico) ritorna a una vita cosiddetta “normale”, ritorna alla sua quotidianità e riprende in mano i mesi e/o gli anni perduti.

Abbiamo coinvolto i due Pediatri in una breve intervista e abbiamo fatto loro alcune domande:

Perché avete pensato a un progetto per i piccoli pazienti oncologici fuori terapia? Quali necessità hanno?

Risposta: Il progetto è rivolto primariamente ai pazienti fuori terapia ma nulla vieta di estenderlo anche a pazienti in terapia che non si trovino in una fase di immunodepressione. I pazienti oncologici e, in particolare i bambini e gli adolescenti, spesso associano alla malattia importanti difficoltà psicologiche quali depressione, paura, angoscia e chiusura comunicativa; al termine delle cure, spesso il reinserimento sociale è difficoltoso se i piccoli pazienti non hanno avuto modo di “elaborare” costruttivamente ciò che è loro accaduto e di accrescere la loro autostima.

Su quali emozioni lavorerete?

Risposta: Sicuramente sulla paura, sull’ autostima e non ultima sulla rabbia; spesso, infatti, bambini e adolescenti portano dentro di sé un forte carico di rabbia repressa per tutto ciò che è loro accaduto. Se non hanno modo di incanalare correttamente tutta questa rabbia per renderla “costruttiva”, negli anni successivi alla malattia sono a rischio di sviluppare disturbi d’ansia – come attacchi di panico- o depressione. È fondamentale per tutti l’elaborazione della malattia e dei trattamenti effettuati, e ciò è necessario anche per i pazienti più piccoli; quest’aspetto purtroppo è spesso sottovalutato, ma in una visione olistica di cura dovrebbe far parte integrante della “presa in carico” del paziente.

Perché avete pensato alla Pet Therapy prima di conoscere UAM? L’avete già utilizzata in passato? Che benefici apporta in oncologia pediatrica?

Risposta: Riteniamo che, all’alba del 2016, il medico debba “prendersi cura” in toto del piccolo paziente, occupandosi non solo della sua malattia in senso stretto ma anche di tutto il “resto”; deve cioè occuparsi anche delle sue emozioni.
La vicinanza degli animali aiuta il rilassamento dei piccoli pazienti e consente una maggiore possibilità d’interazione con il terapeuta e con i famigliari agendo in diversi ambiti: affettivo-emozionale, sensoriale-motorio e psicologico. Il contatto fisico con l’animale suscita emozioni intense e il gioco (lanciare una pallina al cane, portarlo al guinzaglio, eseguire esercizi insieme) coinvolge e permette l’apertura a nuove vie di comunicazione, cosa fondamentale nel processo di reinserimento sociale.
I benefici della Pet Therapy nell’ambito dell’oncologia sono oggigiorno indubbi, essendoci sempre più evidenze scientifiche al proposito; sicuramente questo vale anche per i bambini che trovano nel gioco il loro canale di comunicazione preferenziale.
Anche se è la prima volta che collaboriamo a un Progetto di Pet Therapy, nel nostro percorso formativo abbiamo più volte riscontrato gli indubbi vantaggi clinici (sul tono dell’umore, sulla riduzione dell’uso di antidolorifici e di terapia di supporto) del rapporto con gli animali (cane in particolare) in casi di piccoli pazienti a cui era stato regalato un animale domestico.

La Pet Therapy e i pazienti oncologici.

Come hanno accennato i due medici nell’intervista, negli ultimi decenni è aumentato il numero delle testimonianze scientifiche a supporto degli Interventi Assistiti dagli Animali.

Gli effetti della relazione zooantropologica sono stati valutati, ad esempio, in uno studio pilota del 2012 all’interno del progetto Canines and Childhood Cancer Research Project promosso dalla American Humane Association. Gli obiettivi riguardavano i pazienti pediatrici-oncologici, le famiglie e i cani terapisti: i risultati hanno evidenziato che tutte le categorie hanno tratto beneficio dall’interazione. In che modo?

La presenza del cane ha diminuito i livelli di ansia, stabilizzato la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, non solo nei bambini ma anche nei genitori.[3]

Io + Te Fa Noi: il progetto di Pet Therapy a Ivrea

Pet Therapy in Valle d'Aosta - corsi e eventi di Pet Therapy in Valle d'AostaAlla luce di queste riflessioni, l’Associazione UAM – Umanimalmente ha proposto un Progetto di Educazione Assistita con gli Animali (EAA) rivolto a un gruppo di 13 bambini, di età compresa fra i 4 e i 18 anni, con l’Obiettivo di migliorare la qualità̀ di vita della persona e rinforzare l’autostima del soggetto coinvolto, esplorando e rielaborando i vissuti emotivi.

Un Progetto di Pet Therapy innovativo, in quanto per la prima volta saranno realizzate delle attività che, grazie al coinvolgimento e alla mediazione del cane e al contributo di uno Psicologo Psicoterapeuta, andranno a esplorare e rielaborare i vissuti le emozioni dei bambini nella fase di vita post-ospedalizzazione.

Il Progetto prevede un ciclo di n° 10 incontri di gruppo, suddivisi per fascia di età, a cadenza settimanale, della durata di circa 1 ora, presso i locali di Villa Girelli a Ivrea (TO).

Gli Incontri saranno condotti da 2 Operatori di Pet Therapy UAM: un Referente di Intervento e Responsabile di Attività (un Professionista sanitario Psicologo e Psicoterapeuta specializzato in Interventi Assistiti con gli Animali) e un Coadiutore dell’animale (Professionista specializzato in Interventi Assistiti con gli Animali) e, naturalmente, un animale co-terapeuta UAM, scelto tra i cani dell’équipe, in relazione alle caratteristiche maggiormente idonee a quelle del gruppo di bambini coinvolti nel Progetto.

Come tutti i Progetti UAM, anche questo sarà monitorato costantemente durante tutti gli incontri, al fine di valutarne l’efficacia, attraverso la somministrazione di test, schede di monitoraggio, foto e video (previo consenso da parte dei genitori).

I dati raccolti saranno condivisi con le famiglie e saranno analizzati statisticamente, al fine di ottenere un contributo scientifico per quanto riguarda la componente educativa, motoria ed emozionale.

Non dimentichiamo che dietro le quinte di questo importante Progetto vi è il supporto e il contributo dell’UGI – Unione Genitori Italiani (Sezione Ivrea e Aosta), che dal 2004 è impegnata sia in ospedale, accanto alle famiglie e ai bambini, sia sul territorio canavesano e dell’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma ONLUS (Sezione valle d’Aosta), che ha finanziato il Progetto.

patrizia-lalli-pet-therapy-aosta-cirle-100x100Chi ha scritto questo articolo.
Patrizia Lalli è Referente di intervento, Responsabile di Attività e Coadiutore del Cane negli IAA, Infermiera, Formatrice della Scuola di Pet therapy UAM Torino, Educatrice Cinofila FICSS e Pet Coach

Note:

[1] Pediatra con formazione in Onco-ematologia pediatrica: specialità conseguita a Genova, con lunga frequenza presso il reparto di Onco-ematologia Pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini; pregresso servizio presso l’U.O. Oncoematologia pediatrica – trapianto di midollo osseo dell’Ospedale San Matteo di Pavia. Attualmente in servizio presso il reparto di Pediatria dell’ASL TO4 di Ivrea, centro spoke della rete Oncologica pediatrica di Piemonte e Valle d’Aosta.

 

[2] Pediatra con lunga esperienza di lavoro in Oncologia Pediatrica – OIRM di Torino. Trasferito nel reparto di Ivrea, ha continuato a seguire i bambini afferenti all’ASL TO4 e Valle d’Aosta affetti da patologia tumorale nell’ambito del centro spoke. Attualmente è direttore FF della Struttura Complessa di Pediatria di Ivrea.

 

[3] Qui puoi leggere l’Articolo completo: http://www.americanhumane.org/interaction/programs/animal-assisted-therapy/canines-and-childhood-cancer.html?referrer=http://www.vetjournal.it/approfondimento.php?codnotizia=6541

http://www.americanhumane.org/interaction/programs/animal-assisted-therapy/january2012clcompressed.pdf

 

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